fbpx

Lucio Perotti

[vc_row full_height=”yes” columns_placement=”top” equal_height=”yes” parallax=”content-moving” css=”.vc_custom_1641491083148{margin-right: 10px !important;margin-left: 10px !important;border-right-width: 10px !important;border-left-width: 10px !important;padding-right: 10px !important;padding-left: 10px !important;}”][vc_column parallax=”content-moving” width=”1/4″ css=”.vc_custom_1641490604976{background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}”][/vc_column][vc_column width=”1/2″ css=”.vc_custom_1641493360092{background-color: rgba(37,31,40,0.7) !important;*background-color: rgb(37,31,40) !important;border-radius: 30px !important;}”][vc_column_text]Lucio Perotti, dopo l’iniziale formazione pianistica in ambito accademico, si avvicina alla musica contemporanea, nelle sue declinazioni più attuali, coltivando con grande passione anche l’interesse per l’improvvisazione e il Jazz.
È solista e primo pianoforte presso il PMC e Parco della Musica Contemporanea ensemble e il Teatro dell’Opera di Roma.
Dopo il successo del 2017, Perotti torna alla Biennale di Venezia nel 2018, reparto musica, insieme al Parco della Musica Contemporanea ensemble nella veste di solista e di primo pianoforte.
Come solista si esibisce nel concerto di gala dedicato all’americano Elliott Carter, suonando Dialogues per pianoforte e orchestra da camera al Teatro alle Tese. Sempre presso la Biennale tiene insieme al PMC e anche il concerto d’apertura al Teatro Goldoni, nel ruolo di primo pianoforte, nello spettacolo Yellow Shark, il capolavoro di Frank Zappa nella versione integrale curata dall’Ensemble Modern.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row]